Il Castello di Carimate, Como, Lombardia

Il castello sorge in un tranquillo paese della Brianza Comasca ed è immerso nella suggestiva cornice del Parco della Valle del Serenza, il Castello di Carimate è stata una magnifica dimora che vanta una storia secolare che si intreccia con il futuro, e un importante testimonianza nella musica d’autore italiana.

Tra le colline della Brianza Comasca, immerso in borgo in stile medioevale lontano dal traffico e dal rumore della Brianza lavorativa, sorge il Castello di Carimate, da subito risulta essere alla vista di chiunque un imponente maniero che tutt’oggi sa ben custodisce gelosamente i secoli di storia, di arte e cultura. Venne eretto a partire del 1345 per volere di Luchino I Visconti signore di Milano (Da non confondere con l’erede regista del novecento), il castello si staglia maestoso come un baluardo del passato.

Sin dal primo sguardo, il Castello di Carimate trasporta il visitatore in un’epoca lontana, dove cavalieri in armatura e dame in eleganti abiti passeggiavano tra le sue torri merlate. L’imponente struttura, circondata da un fossato e dominata da un mastio centrale, rievoca atmosfere di battaglie e assedi, di intrighi di corte e di amori passionali, peccato che questo castello abbia vissuto per tutto il suo tempo in pace ed armonia.

Info:

📍 INDIRIZZO: Piazza Castello, 1, Carimate CO

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Vista aerea (Foto di Maurizio Moro).

Nel corso dei secoli, il castello ha visto avvicendarsi al suo interno numerose famiglie nobili, dagli Sforza, ai Borromeo e ai Pontecorvo. Ciascuna di queste dinastie ha contribuito ad arricchire la dimora con opere d’arte, arredi preziosi e interventi architettonici che ne hanno impreziosito l’aspetto e ne hanno sottolineato il prestigio.

L’architettura del Castello di Carimate è un mirabile esempio dell’arte militare e civile del XIV secolo. La struttura, realizzata in mattoni rossi e pietra locale, presenta elementi tipici dell’architettura gotica lombarda, come le torri merlate, le finestre a bifora e le arcate a sesto acuto. All’interno, si snodano ampi saloni decorati con affreschi e stucchi, che un tempo ospitavano banchetti, feste e riunioni mondane. Anche se il risultato di ciò che possiamo ammirare è frutto di un ampio lavoro di ristrutturazione e ricostruzione secondo i canoni del romanticismo tipici del 800, per volere del suo proprietario nel 1874.

Quello che molti non conoscono è che dietro queste superbe ed alte mura, il Castello di Carimate ha assunto nel corso dei decenni passati un importantissimo ruolo da comprimario nell’intera storia della musica leggera e d’autore italiana. Tra il 1976 e il 1986, la dimora è stata adibita a sede di studi di registrazione della Stone Castle Studios, dove hanno preso vita dei album che ora sono delle pietre miliari della musica, hanno registrato fra queste mura nomi come quelli di Fabrizio De André, Francesco Guccini, Lucio Dalla, i Pooh e molti altri.

Stone Castle Studios

Gli “Stone Castle Studios” nati dall’intuizione di Antonio Casetta, titolare della Produttori Associati. L’idea era quella di creare un ambiente accogliente dove musicisti, produttori e tecnici potessero lavorare a stretto contatto, senza limiti di tempo. Per questo motivo individuò il vecchio castello di Carimate, ed iniziò l’attività nel 1977: l’enorme investimento fatto da Casetta fu una delle cause del fallimento della sua etichetta, la Produttori Associati (che venne rilevata dalla Dischi Ricordi).

Nel corso degli anni fra gli innumerevoli artisti che vi hanno inciso ci sono: Yes, Fabrizio De André, Edoardo Bennato, Lucio Dalla, Stadio, Skiantos, Pino Daniele, Francesco Guccini, Antonello Venditti, Pooh, Decibel, Nada, Gianni Togni, Mauro Pagani, Roberto Vecchioni, PFM, Loredana Bertè, Mango, Bobby Solo, Mia Martini, Ivan Graziani, Alice, Paul Young, Patty Pravo, Eugenio Finardi, Riccardo Cocciante, Alberto Fortis, e molti altri.

Oggi purtroppo il Castello di Carimate custodisce solo tanti ricordi, dopo la chiusura degli Studios ha subito varie vicissitudini, fino a trasformarsi in un lussuoso hotel e spa, che però non ha trovato il giusto riscontro, ed è tutt’oggi chiuso alla vista dei più, in attesa di tempi migliori.

(Foto di Adirricor)